Pietraperzia centro di stile medioevale, Pietraperzia vanta una ricca produzione di cereali, mandorle, olive, pistacchi e uva da vino. Fiorente è l'artigianato locale che produce oggetti in ferro battuto, in ceramica, ricami, lavori di ebanisteria, restauro e produzione di conserve. Il nome Petraperzia deriva dal dialetto siciliano petri pirciati che significa "pietre forate" proprio per la presenza su tutto il territorio di numerose rocce bucherellate, siti di tombe preistoriche.  Il primo nucleo abitato nacque intorno ad un castello fortificato ad opera dei Siculi. Successivamente fu dimora di Cartaginesi, Romani, Bizantini e Arabi. L'attuale borgo fu istituito dal conte Ruggero d'Altavilla e in seguito appartenne alla famiglia Barresi con il titolo di baroni sino al 1564, quindi con il titolo di principi di Pietraperzia. Il paese fu successivamente sottomesso alla dinastia dei Branciforte alla quale rimase sino all'abolizione dei diritti feudali. Spiccano fra i monumenti la Chiesa Madre di S. Maria del XVI secolo che racchiude il sarcofago del principe Matteo Barresi, la Chiesa del Rosario con ricca facciata barocca e l'ex Convento di S. Domenico oggi sede del Municipio. Insigni sono le architetture urbanistiche fra le quali citiamo il Castello normanno e il Palazzo del Governatore, caratterizzato da un maestoso portale di gusto gotico.    A Pietraperzia, il venerdi santo si ha dalle prime ore del giorno una processione di fedeli in preghiera che cantano la passione del Cristo fino ad arrivare alla Chiesa del Carmine per deporre il simulacro del Cristo nella Cappella che l'ha ospitato durante l'anno. Nella piazza di fronte la Chiesa è montato un fercolo, un palo di cipresso di otto metri al quale si fissano delle fasce di lino di 30 metri, simbolo della devozione; alla sera il Cristo è agganciato alla croce del fercolo e, quando un fedele batte il terzo colpo ai chiodi della croce, l'asta del Crocifisso è issata grazie alle fasce ed ha inizio la processione con in testa il fercolo, mosso da almeno 500 fedeli, e che termina con la Madonna Addolorata, portata da gruppi femminili. La processione ha due momenti particolari, le girate, che sono effettuate in contrada Santa Croce e davanti la Chiesa Madre e che servono per far girare su se stesso il fercolo.

Le fasce