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Ostia La sua
Storia
La città di Ostia, l’antica colonia romana costruita secondo la
tradizione da re Anco Marzio ma in realtà risalente alla seconda
metà del IV secolo a. C., ebbe nei primi tempi carattere prettamente
militare, diventando un'importantissima base navale, in particolare
nel corso della seconda guerra punica. Si sviluppò rapidamente come
scalo commerciale assumendo rilevanza eccezionale in quanto centro
di raccolta del grano destinato all’approvvigionamento. Fu devastata
da Mario nell’87, restaurata e cinta di nuove mura da Silla,
saccheggiata dai pirati verso il 68, raggiunse il suo massimo
sviluppo nei primi secoli dell’Impero, durante il quale fu dotata di
edifici pubblici e privati, terme, templi ecc., e di grandiosi
impianti portuali, come il porto di Claudio e il bacino di Traiano.
La decadenza ebbe inizio nel II secolo d. C., accelerata dal
provvedimento di Costantino che separò la zona portuale, Porto, ben
protetta militarmente, dalla città che restò esposta alle scorrerie
saracene e barbare. Più volte devastata, da Alarico nel V
secolo e Vitige nel VI, si spopolò progressivamente. Il vescovo
della diocesi di Ostia, esistente dal 313, e che aveva il privilegio
di fin dalle origini di consacrare il vescovo di Roma, perse potere
e la diocesi diventò sede suburbicaria, per finire nei secoli come
sede vescovile unita a Velletri.
È possibile che, pur con scarsa popolazione per di più sparsa,
qualcosa dell’antica città sia rimasto attivo fino ai primi secoli
dell’Altomedioevo, quando diventò cava di materiali da costruzione.
Infatti, per sfuggire alle incursione saracene, i residui abitanti
si erano trasferiti a monte del vecchio abitato e attorno al IX
secolo costruirono il borgo fortificato detto Gregoriopoli, dal nome
di papa Gregorio IV che promosse le fortificazioni. Nel XV secolo,
queste furono ulteriormente ampliate da Martino V e per alcuni
secoli costituirono il primo avamposto per la difesa di Roma contro
le incursioni saracene. Gli scavi di Ostia antica sono
iniziati a scopo scientifico sotto Pio IX e ripresi sistematicamente
nel 1909, con le sospensioni dovute a motivi bellici, riportando
alla luce buona parte dell’antico centro
e scoprendo, per la ricchezza della documentazione monumentale e le
numerose opere artistiche, una delle più importanti fonti per la
conoscenza del mondo romano. Del castrum primitivo è stata
ricostruita esattamente la pianta, con mura di tufo e le quattro
porte in corrispondenza del cardo e del decumano. In età sillana,
una nuova cinta di mura allargò notevolmente il perimetro della
città che rimase pressoché invariato anche durante l’impero. Al
periodo repubblicano risale il primo Capitolium dedicato alla Triade
Capitolina. Sotto Augusto e Tiberio fu promosso un completo
rinnovamento urbanistico, fu sistemata la zona del foro e furono
eretti nuovi edifici pubblici e sacri. Un secondo Capitolium è
visibile, in sostituzione del primo, leggermente più arretrato e
posto su un podio alto 17 metri, con un’alta scala d’accesso
all’ara. Di fronte è posto il Tempio di Augusto e Roma, di cui
restano le fondamenta. Vi sono state rinvenute statue di culto, tra
cui una Roma dominatrice in veste di amazzone. Sul lato orientale si
trovano i ruderi delle terme del Foro, in cui si vede ancora
l’imponente frigidarium, sul lato occidentale è la basilica, aula
rettangolare di età antoniana e cinta da un portico a
colonne. Notevoli la
cosiddetta Casa di Diana, con balcone aggettante, il bacino
esagonale interno di Traiano, che fece ampliare il canale tra il
porto e il Tevere. Di grande impatto il teatro
costruito agli inizi del I secolo e ampliato in seguito da Settimio
Severo e Caracalla (restaurato è tuttora agibile e accoglie circa
2700 spettatori), e la retrostante, scenografica piazza delle
Corporazioni su cui si aprivano le sedi delle rappresentanti dei
commercianti, spedizionieri, barcaioli, facchini ecc.
Nella zona è ampiamente documentato il tipo di abitazione ad insula,
concepito per contenere il maggior numero di persone nel minor
spazio, utili in una città commerciale, en diverse dalle case
pompeiane per lo più “di vacanza”, anche se non mancano esempi di
“case a giardino”, sontuose dimore del IV secolo che
nell’architettura preludono a forme che saranno sviluppate dall’arte
bizantina. Da non trascurare una visita alla necropoli
dell’Isola Sacra, o del Porto di Roma, nel Museo locale è raccolto
abbondante materiale che testimonia la vita, la cultura e la
ricchezza della città. |