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Il Gran Sasso d'Italia
tocca
l'altitudine più elevata dell'intera catena appenninica con i 2912 m del
Corno Grande, ma se la quota, pur rispettabile, è appena ai livelli medi
dei rilievi alpini, è soprattutto l'aspetto erto e severo a caratterizzare
la forma di questo massiccio montuoso. .È
difatti frequente l'innalzarsi di dislivelli repentini dalle pendici
collinari del subappennino aprutino con un colpo d'occhio paesistico di
singolare somiglianzà con le Dolomiti. Il gruppo può essere suddiviso in
due settori. Il primo, a nord, che trova nel corso superiore
del fiume Vomano il suo naturale limite settentrionale, è caratterizzato
dalla maggior asprezza e imponenza dei rilievi con una morfologia più
spiccatamente alpina che giustificherebbe la definizione di 'massiccio';
il secondo, che si allunga verso sud sud-est, fino al corso superiore del
fiume Pescara, richiama invece più immediatamente l'aspetto della catena
montuosa. A rappresentare la soluzione di continuità tra i due
settori si allunga per ben 27 km e a una quota media di 1800 m la vasta
depressione di Campo Imperatore. |